Suicide Squad – David Ayer (2016)

suicide-squad-colonna-sonora-ufficiale-maxw-654
Superman è morto. Chi si occuperà della sicurezza nazionale adesso? Amanda Waller, agente governativo, è convinta che l’unica soluzione possibile sia quella di affidare il compito a una squadra di efferati criminali. Qualcosa però va storto, e l’improbabile task force si troverà a combattere una guerra contro l’Incantatrice, anch’essa inizialmente reclutata nella Suicide Squad.
Il film ha una partenza trascinante: sulle note di House of the rising sun ci vengono presentati uno ad uno i “cattivi” che andranno a formare la Suicide Squad: vediamo comparire i loro soprannomi e peculiarità a caratteri cubitali sullo schermo, con un tocco di kitsch dato dalla grafica e dai colori fosforescenti utilizzati. Nonostante la presenza di una squadra lasci supporre che si tratti di un film corale, alcuni personaggi sono destinati a rubare la scena ad altri: due su tutti l’infallibile tiratore Deadshot (interpretato da Will Smith) e Harley Quinn (interpretata da Margot Robbie), tanto sensuale quanto folle. Insieme a loro troviamo anche El Diablo, ex gangster pirocinetico, Killer Croc cannibale dalle sembianze di uomo-coccodrillo, il ladro Capitan Boomerang e il mercenario Slipknot.
Nonostante i personaggi di Deadshot e Harley Quinn siano quelli caratterizzati in maniera più approfondita, c’è comunque un aspetto che accomuna tutti e sei i componenti della SS: ognuno di loro racchiude una fragilità, un punto debole. Ed è proprio questa fragilità a renderli “umani” e, almeno in parte, buoni. Deadshot è un killer mercenario, ma per sua figlia farebbe qualsiasi cosa, anche lasciarsi catturare. Harley è forse la più vulnerabile del gruppo: il suo punto debole è il Jocker, di cui è follemente (in tutti i sensi) innamorata.
L’alternanza di momenti dal tono ironico e goliardico, a regressioni che ci mostrano frammenti del passato di ogni membro della squadra, contribuiscono a renderci questi cattivi dal cuore tenero inevitabilmente simpatici.
Margot Robbie interpreta forse il suo ruolo finora più riuscito, catalizzando sempre su di sé l’attenzione. Lo humor fintamente ingenuo e la follia sensuale che pervade ogni sua azione, uniti a un look da Barbie versione punk fanno di Harley un personaggio divertente e decisamente sopra le righe.
Ma veniamo al Jocker, probabilmente il personaggio più atteso di tutto film, attorno al quale si era creato un hype notevole per via delle prime foto diffuse in rete dallo stesso Leto. Capelli verde acido, fisico minuto, labbra rosso sangue: si tratta forse del Jocker cinematografico visivamente più somigliate alla versione del fumetto DC. In aggiunta rispetto al fumetto troviamo inquietanti denti placcati, catene d’oro e vestiti dai colori sgargianti, che gli conferiscono un look quasi da “gangsta”. Purtroppo la delusione c’è, ed è data dal fatto che il montaggio relega il personaggio in circa 20 minuti, frammentati, di film. Impossibile quindi che riesca ad emergere in maniera significativa, nonostante la buona prova di Leto. Dall’attitudine quasi animalesca, il Jocker di Leto  ha movenze  feline, e spesso si esprime attraverso grugniti, emanando un’aura di folle bestialità che destabilizza coloro che gli stanno intorno. Artefice della pazzia di Harley, ne costituisce la degna controparte.
Il film scorre in maniera piacevole, grazie a una colonna sonora fatta di grandi successi: dai Rolling Stones ai Queen, passando per i The White Stripes. A volte non è necessario ricercare l’originalità a tutti i costi: basti pensare alla sequenza  in cui i membri della SS indossano per la prima volta le loro divise, sulle note irriverenti di Without Me di Eminem, senz’altro una delle più spassose del film,
Per quanto la trama non risulti particolarmente brillante o innovativa, c’è tutto quello che occorre per un buon film di super eroi, seppur “cattivi”.  Non mancano infatti azione, situazioni comiche e momenti di coesione del gruppo. A poco a poco ogni membro di questa squadra in missione suicida (a ognuno di loro è stato impiantato un micro dispositivo pronto a esplodere in caso di ribellione) rivela il vero “io” e si dimostra pronto a morire pur di non abbandonare i compagni. Cattivi sì, ma fedeli al loro codice d’onore. Citando le parole dell’agente Waller, “Voglio formare una squadra di persone cattive che facciano qualcosa di buono”.
Da sottolineare come l’unico vero cattivo, senza momenti di cedimento, è proprio colei che ha radunato la SS. Amanda Waller, priva di superpoteri, impassibile e inarrestabile, pare sia l’unica a non avere un lato “umano”.
Unico neo, gli effetti speciali in CGI della battaglia finale lasciano un po’ a desiderare: appare tutto molto confusionario e di poco impatto. La figura dell’Incantatrice incanta fino a un certo punto e diventa presto ripetitiva nelle sue movenze continuamente fluttuanti. Non si stratta di un villain particolarmente carismatico, peccato visto la scarsa presenza di figure femminili nel film.
Molto più riuscito il personaggio di Katana,  chiusa nel suo dolore per la perdita del compagno, silenziosa ma inesorabile quando deve calare la lama sul nemico.
Suicide Squad diverte e intrattiene per oltre due ore, ponendo le  proprie basi su un’idea indubbiamente intrigante: i buoni non bastano più, l’unica strada per arrivare alla salvezza è quella di passare attraverso i cattivi.

 

Barbara Monti

About the Author: Barbara Monti

2 Comments

  1. Rispondi Andrea

    Per una volta non sono completamente concorde con la tua recensione. La wb ha applicato alla perfezione tutto ciò che rende un film di eroi bellissimo:
    Caratterizzazione importante dei personaggi iniziale…cast autorevole..ironia e azione.
    Peccato che, a mio avviso, non ci sia stato un collante tra tutto ciò. La prima parte un piattume disarmante mentre la seconda appena sufficiente salvata dal carisma di Smith, Robbie e Leto
    A mio avviso la paura di sbagliare li ha tenuti in una zona di confort senza osare minimamente con qualcosa di nuovo….e nel film si vede …..e soprattutto….sopprimiamo chi ha avuto la brillante idea di scegliere Cara Delevigne come la “cattivona” della compagine…..
    Nonostante questo disaccordo rimani la mia blogger preferita!;)

    • Rispondi Barbara Monti

      Ciao Andrea, grazie!
      Sono d’accordo con te sul fatto che si sarebbe potuto “osare” di più, visto il materiale a disposizione, e sicuramente la scelta di affidare il ruolo di antagonista alla Delevigne non è stata molto indovinata…detto ciò, il film mi ha comunque fatto trascorrere un paio d’ore divertenti, senza annoiarmi mai, come mi aspetto da questo genere di blockbuster.
      Alla prossima recensione! :)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>